Presente al Festival con la pellicola Always – Sunset on The Third Street – 2, seguito del fortunato film del 2005, il regista Yamazaki Takashi ha spiegato come sia stato difficile ricreare le atmosfere di un periodo come quello Shōwa (1925-1975 ca.), caratterizzato da grandi stravolgimenti sociali, conseguenti al conflitto bellico.
Inizialmente l’epoca Shōwa non rientrava tra gli interessi del regista, convinto solo in un secondo momento dall’entusiasmo del produttore. Man mano che l’opera cominciava a delinearsi chiaramente, anche Yamazaki ne risultava sempre più interessato e coinvolto dalla notevole energia che questa emanava. Da notare poi le somiglianze con il cinema neo realista italiano nell’esperienza di dolore comune, vissuta dai due paesi durante la guerra.
Lo scopo del film è quello di mostrare alle nuove generazioni lo spirito che animava le persone di quell’epoca, capaci di risollevare le sorti del Paese, rendendo oggi il Giappone uno dei paesi più ricchi al mondo.
Per un regista come Yamazaki, abituato a creazioni del tutto fantascientifiche, è stato impegnativo ricostruire qualcosa che nella memoria di molte persone era ancora presente; grazie all’evoluzione della computer graphics ha potuto ricreare una realtà virtuale molto realistica, in grado non solo di stupire ma soprattutto di ricondurre al nostalgico passato.
La cura nei dettagli serve, sempre secondo il regista, a creare dei veri e propri ponti culturali con l’estero, contribuendo alla diffusione del Made in Japan.
Si è parlato poi del nuovo film in lavorazione, in cui si approfondiscono le relazioni interpersonali di un piccolo villaggio dell’epoca Sengoku; il filo conduttore del lungometraggio sarà una love story, alternata da sequenze di combattimento tra samurai.
La scena iniziale in cui è presente Godzilla, ripreso graficamente in maniera molto fedele all’originale, ha voluto essere un omaggio ad un personaggio molto importante per la generazione del regista.




