Kim Jee-woon è di nuovo ospite d’onore al Far East Film Festival per presentare il suo ultimo lungometraggio The Good, The Bad, The Weird, omaggio a Sergio Leone proiettato il giorno del ventesimo anniversario dalla morte del maestro.
Secondo Kim, punto di forza di Sergio Leone sono i dialoghi, uniti alla capacità di saper mostrare spaccati di vita reale analizzando il contesto storico-sociale, invece di limitarsi ad una trasposizione di puro eroismo in stile americano. E’ questo ciò che ha cercato di far trasparire attraverso la sua opera, che narra del malessere sociale della popolazione coreana durante l’occupazione nipponica.
Pur soddisfatto del risultato ottenuto, ma cosciente di non essere ancora al livello del maestro Leone, Kim Jee-woon dichiara apertamente di essersi ispirato alle sue opere sia per l’utilizzo delle musiche che per quanto riguarda lo stile delle inquadrature, sia per gli esterni che per i primi piani, aggiungendo al tutto quel tocco dinamico tipico del cinema coreano. Inoltre, trovandosi in linea con lo stile di Tarantino, ammette di utilizzare le musiche per sottolineare il ritmo incalzante della narrazione.
Entrando nel merito delle difficoltà incontrate durante le riprese, il regista ha rivelato come la scena dell’inseguimento a cavallo nel deserto sia stata la più faticosa. Girata nel deserto cinese nelle vicinanze della Manciuria, è stata realizzata senza il supporto grafico della tecnica CGI, il cui abuso secondo Kim influisce negativamente sul risultato finale dei film appartenenti a questo genere. Il regista cita la scena iniziale del film tra le più complesse. Girata su un treno in corsa, ha presentato una sfida notevole dal punto di vista tecnico, sia per quanto riguarda le riprese interne che quelle esterne. Inoltre, dal momento che questa scena risulta particolarmente significativa per lo sviluppo della storia e per la caratterizzazione dei personaggi, è stato molto complicato riuscire a trasporla sulla storyboard.
“The Good, The Bad, The Weird è una storia di vita. Come i personaggi imparano a proprie spese alla fine del film, la vita è piena di sorprese e non sempre l’obiettivo che ci si prepone è possibile da conseguire. O una volta raggiunto, potrebbe non essere quello che ci si aspettava,” dice Kim Jee-woon, spiegando che nessuno dei tre protagonisti riesce infatti ad ottenere ciò che si era prefissato, ma l’apparente fallimento si trasforma in realtà in una lezione di vita.
Ammettendo che tutti i film da lui girati finora sono ispirati ad autori che l’hanno entusiasmato, in futuro Kim si augura di riuscire a realizzare un’opera originale, superando il limite del film di genere.
Giorgia Marchetta
Noemi Pierdica
Sala Stampa - produzione notizie




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